Adesso tutto era cambiato, e quando uno se ne va dal paese, è meglio che non ci torni più, perché la strada stessa non sembra più quella”.  Non son certo di condividere l'opinione di Alfio Mosca. Non son certo neppure del contrario. E se non temessi la saggerìa direi che certe cose si ritrovano ed altre no. Ma questo è vero soprattutto quando torniamo indietro nei meandri dei nostri neuroni. Il guaio, se di guaio si può parlare a proposito di tali bazzecole, il guaio è che non si sa se è cambiato l'osservato o l'osservatore. O, come direbbe un fisico pedante che non sa tenere le idee a posto: è l'atto di osservare che perturba e turba quando ci si ripensa.


Non bisognerbbe mai ri-pensare, ri-tornare, ri-cominciare, ri-abboccare, ri-affezzionare, ri-amicare, ri-bruscolare...? Tutti i « ri » portano al male? È un po' quel che penso dopo il mio ritorno dai Malavoglia. Ma un libro non è un paese, direte voi. È vero, nei libri il nero è sposato al bianco e il divorzio non è ammesso. Nulla scorre, nel libro. Ma fuori... (e qui non c'è bisogno alcuno di scomodare Heisenberg, basta Galileo), ma fuori tutto scorre nel mare chiamato cultura; tutto si agita nel mare nostrum frontale. Un libro non è un paese, mi suggerisce un'amica: è un mondo. Basta strologare. Andiamo al sodo.


Dopo 47 anni di assenza, sono tornato ad Aci Trezza. Un bicchiere dalla Santuzza per cominciare e, sorpresa! Santoro non riconosce il mio passo (anche per un cieco, 47 anni sono lunghi); Don Michele preso a guardare “la Lia negli occhi, tirandosi i mustacchi, col berretto gallonato messo alla sgherra” non mi vede come non mi vede la Zuppidda che “abburatta ave marie, seduta sulle calcagne”, né la Locca che gira in tondo cercando Menico; né donna Rosolina “che fa la ragazzetta” quando passa don Silvestro; né zio Crocifisso che piagnucola e che il pungiglione della Vespa farà ben presto piangere; né Piedipapera seduto sui gradini della chiesa ad aspettare un ciocco; non mi vede neppure 'Ntoni di padron 'Ntoni tutto preso a tramare con la Barbara ed, io, malinconico e presente, non ho voluto distoglierlo da qual piacere: fra poco il male gli sarebbe caduto sulla testa e non si sarebbe più riavuto.

Ero forse diventato trasparente?

No, perché padron 'Ntoni, mi grida affettuoso “ un pesce fuori dall'acqua non ci sa starci e chi è nato” a Trezza, Trezza l'aspetta. Volevo rispondergli qualcosa di gentile ma si era già girato verso il mare “scirocco chiaro e tramontana scura, mettiti in mare senza paura”; anche la Mena mi vede e mi sorride tristemente, l'ho di certo fatta pensare alla partenza di Alfio; mi vede lo speziale che per avere un compagno di sproloqui parla del '68” ma il verme non nasconde l'amo; mi vede la Vespa o forse no, forse sono io che vedo le sue poppe incapaci di stare in sé; Rocco Spatu mi vede doppio...

Ma che mi succede? L'unità di luogo ha mandato a remengo l'unità di tempo: il prima e il dopo, la causa e l'effetto tutto si confonde, tutto è diventato poltiglia. Smettiamo di pensare ad Aci e sforziamoci di dire qualche quisquilia sul libro.


Dopo una cinquantina di pagine avevo veramente voglia di cancellarlo dal Kindle. Lo trovavo orribilmente affettato e lo scrittore falsamente vicino ai Trezzani. Nulla di naturale o vero a dispetto di tutte le etichette letterarie. Se proprio bisogna etichettare, bisognerebbe dire che si tratta di “versismo” ((nel senso del fare il verso a qualche cosa)) e non di verismo.

Nella parte centrale l'accademismo si ritrae, come se l'autore pensasse sufficiente la sua dimostrazione di bravura.

E poi il finale.

Splendido!

Capitoli splendidi perché Verga non cerca più di scimmiottare il mondo dei poveri ma crea un mondo.


A mo' di postilla permettetemi di dire che l'Aci Trezza del Luchino Visconti di La terra trema è molto più verista e dunque Verghiana dei Malavoglia. La terra trema mostra gli sfruttati e gli umili senza affettazione, senza accademismi. Anche Visconti avrebbe, come Verga, potuto fare del “versismo”: bastava che prendesse Marlon Brando per la parte di 'Ntoni di padron 'Ntoni e Greta Garbo per Mena.